STENOSI SPINALE O SINDROME DEL CANALE STRETTO

Cos’è, che sintomi dà, come si cura

La sindrome del canale stretto o stenosi spinale è una patologia degenerativa particolarmente comune nella popolazione dai 50 anni in su. In qualche caso la condizione è presente dalla nascita, ma nella maggioranza dei casi è legata all’invecchiamento e ai naturali cambiamenti del corpo umano dovuti all’usura e all’età.

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Come si sviluppa

Lo sviluppo della stenosi spinale è solitamente molto graduale e per questo passa inosservata fino all’insorgere dei sintomi più seri. Si tratta di un progressivo restringimento del canale vertebrale, dove alloggiano il midollo e i nervi spinali, con progressiva pressione su queste strutture ma anche sulle radici dei nervi spinali. A seconda di dove è sito il restringimento si manifestano sintomi diversi.

Stenosi lombare

Colonna lombareLa stenosi lombare insorge nella regione lombare della colonna vertebrale, la parte bassa della schiena. Sono più comunemente interessate la terza, quarta e quinta vertebra lombare (L3, L4 e L5), le più sollecitate da stress nell’arco della vita e dunque le più frequentemente colpite da patologie e condizioni degenerative.
Il restringimento del canale spinale in questa regione può avvenire a causa di uno sviluppo anormale di un tratto della vertebra, ma può essere anche dovuto alla banale artrosi o altre condizioni degenerative (protrusioni, ernie, listesi vertebrale, scoliosi). Tutti questi fattori possono variamente combinarsi per causare un restringimento del canale vertebrale. La patologia progredisce lentamente, fino all’insorgenza dei sintomi in seguito descritti.

Stenosi cervicale

In casi meno comuni il restringimento del canale spinale si verifica all’altezza del collo, dunque nelle vertebre cervicali. Anche in questo caso l’insorgere dei sintomi è lento e progressivo ma, considerando l’area dove la stenosi si sviluppa, sono più difficili da ignorare rispetto alla stenosi lombare.
In questo tratto è presente il midollo spinale, la cui compressione può portare a conseguenze drammatiche, come estrema debolezza generalizzata o, nei casi peggiori, perdita di mobilità.

Sintomi della stenosi spinale

La sindrome del canale stretto presenta, come detto, sintomi che si sviluppano lentamente e gradualmente nel tempo. I principali sono:

  • Dolore agli arti (gambe o braccia)
  • Sensazione di formicolio, scosse, punture di spilli agli arti
  • Alterazioni della sensibilità in certe zone degli arti
  • Debolezza nelle braccia, nelle gambe o generalizzata
  • Difficoltà e limitazione alla deambulazione
  • Postura alterata

Solo in qualche raro caso la stenosi cervicale può presentarsi con una paresi totale, dovuta a una forte compressione della spina dorsale proprio all’altezza del collo.

Come si cura

La cura della sindrome del canale stretto si avvale di un approccio multiplo, che in molti casi non richiede soluzioni “estreme” come la chirurgia. L’obiettivo è contenere il dolore e rallentare l’avanzamento dei sintomi, così da migliorare la qualità di vita del paziente e rimandare quanto più possibile il ricorso all’intervento chirurgico.

Esercizio e fisioterapia

Il più comune approccio prevede il ricorso a cicli di fisioterapia e all’adozione di esercizi fisici mirati volti a rafforzare la muscolatura, aumentare la tolleranza al dolore del paziente e mantenere un buon livello di esercizio fisico per bloccare l’avanzamento della condizione.

Cambiare le abitudini

Normalmente i pazienti vengono invitati anche a cambiare le abitudini che più di tutte stimolano l’insorgere dei sintomi. Ad esempio può venire prescritto l’uso di un deambulatore, oppure di sostituire alla camminata l’uso della bicicletta. Il paziente sofferente di stenosi lombare può venire invitato anche a usare sedute reclinate anziché erette.

Infiltrazioni

L’iniezione in loco di farmaci steroidei (iniezioni peridurali) può offrire un sollievo dei sintomi della stenosi spinale. Trattandosi però di una soluzione di breve termine (al massimo di qualche mese) i sintomi tenderanno a ripresentarsi, per cui si raccomanda comunque di intraprendere anche altri percorsi tra quelli indicati. Infiltrazione peridurale
In selezionati casi in cui le infiltrazioni peridurali non sono di beneficio si effettua a volte il trattamento di peridurolisi (o adesiolisi peridurale) che consiste nell’iniezione mirata di farmaci che oltre a disinfiammare i tessuti possono “liberare” le aderenze infiammatorie.

Terapia farmacologica

A supporto degli altri interventi terapeutici il medico curante può prescrivere l’assunzione di farmaci. Si tratta perlopiù di leggeri antidolorifici nelle fasi iniziali, ma con l’aggravvarsi dei sintomi spesso sono necessari gli oppioidi a lunga durata d’azione oppure terapie di combinazione con decontratturanti, antiepilettici, antidepressivi che agiscono sulla percezione del dolore. Gli antinfiammatori non possono essere utilizzati come cura cronica ma vengono a volte prescritti per superare gli eventi acuti (i momenti di dolore più severo).

Chirurgia

Stabilizzazione lombareNei casi in cui il dolore e l’impedimento deambulatorio siano troppo pronunciati è necessario il ricorso alla chirurgia. Fortunatamente le tecniche moderne sono molto meno invasive e richiedono di norma solo un breve ricovero.
Il principale intervento chirurgico si chiama “decompressione” e consiste nell’eliminazione chirurgica del tessuto osseo in eccesso che comprime la spina dorsale e/o le radici nervose.
In alcuni casi può rendersi necessaria anche una stabilizzazione vertebrale: in questo caso viene rimosso un disco intervertebrale e si impianta una struttura artificiale al suo posto. Questo impianto, chiamato “gabbietta intersomatica”, sostiene la formazione di tessuto osseo tra le due vertebre, così che giungano a saldarsi in un blocco unico.

Si può prevenire?

La prima causa della stenosi spinale è l’invecchiamento, e questo chiaramente non può essere prevenuto. Quello che si può fare, però, è mantenere una vita attiva facendo una moderata attività fisica, ad esempio il nuoto o lo yoga, e mantenendo un peso forma per evitare eccessivi carichi sulla colonna vertebrale. Lo stretching della schiena prima dell’esercizio è anch’esso un’attività raccomandata per riscaldare la colonna e favorire un buon allenamento.
Un altro aspetto da tenere presente per la prevenzione è l’ergonomia: fare attenzione a come si sta seduti, su che materasso si dorme, come ci si piega aiuta a mantenere la colonna vertebrale in buona salute.


DOMANDE FREQUENTI


L’operazione risolve definitivamente il problema?

Nella stragrande maggioranza dei casi sì, l’intervento chirurgico risolve permanentemente il problema. La recidiva è possibile in una piccolissima percentuale di casi, così come è possibile che la stenosi si presenti in un’altra regione.

L’operazione può lasciarmi paralizzato?

Nel caso delle stenosi lombari la paralisi è da escludere, solo in rari casi si possono verificare piccole lesioni ad una radice, con conseguenze perlopiù solo temporanee. Vi è qualche rischio in più per la stenosi cervicale, ma anche in questi casi l’incidenza di complicanze serie e permanentemente debilitanti è molto bassa.

Quanto dura il ricovero?

Le tecniche moderne permettono in molti casi di tornare a casa già il giorno dopo l’intervento. Nella maggior parte dei casi il ricovero dura due giorni e solo in casi un po’ più delicati si arriva a una settimana.

Quando potrò tornare a lavorare/fare sport?

I tempi di recupero si aggirano di solito intorno ai tre mesi, almeno in quei casi in cui si è dovuta effettuare soltanto la decompressione. Se a questa si è aggiunta la stabilizzazione, però, i tempi di guarigione possono allungarsi fino a 18 mesi per permettere una perfetta fusione delle vertebre. La vita normale si può riprendere molto velocemente, ma lo sport necessita di più prudenza.

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La stabilizzazione comporta l’unione e fusione di due o più vertebre insieme, così da prevenire e annullare i problemi dati dagli scivolamenti vertebrali


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