SPONDILOLISTESI E SPONDILOLISI

Quando e perché avviene lo scivolamento vertebrale

La spondilolistesi (chiamata anche olistesi o semplicemente listesi) interessa circa il 3-7% della popolazione ed è caratterizzata da uno sviluppo lento e progressivo. Consiste nello spostamento di una vertebra rispetto alla vertebra sottostante, che può avvenire in avanti (anterolistesi), indietro (posterolistesi) o di lato (laterolistesi). Questa condizione colpisce più comunemente le vertebre lombari (quarta e quinta, L4 e L5) e la prima sacrale (S1), ma può coinvolgere anche quelle cervicali.

Continua a leggere per scoprire di più!


PARLA CON LO SPECIALISTA

Esponi i tuoi dubbi allo specialista in un colloquio faccia a faccia o telefonico, completamente gratuito. Clicca sul bottone e compila la richiesta!



I NOSTRI SPECIALISTI


  • Davide Caldo
  • Francesco Caiazzo
Davide Caldo

Dott. Davide Caldo

Dott. Davide Caldo

Chirurgo vertebrale, visita a Torino, Milano e Genova

Francesco Caiazzo

Francesco Caiazzo

Dott. Francesco Caiazzo

Chirurgo vertebrale, visita a Napoli



Spondilolistesi e spondilolisi: cosa sono?

Queste due condizioni sono quasi sempre menzionate insieme perché in tantissimi casi l’una è alla base dell’insorgere dell’altra.

Spondilolisi

La spondilolisi è in generale l’interruzione dell’istmo, un piccolo archetto osseo che si distacca dal corpo vertebrale e si tende all’indietro a formare parte dell’arco vertebrale posteriore. Su questo stesso arco si trovano le faccette articolari, due superfici cartilaginee che articolano ogni vertebra con la soprastante e la sottostante a formare la catena posteriore, come il disco intervertebrrale e l’apparato capsulolegamentoso relativo formano quello anteriore.Spondilolisi e spondilolistesiL’istmo può essere interrotto sostanzialmente per due motivi:

  • Interruzione congenita: l’istmo non è formato alla nascita
  • Frattura: a seguito di un trauma, dell’osteoporosi o di stress meccanico intenso e ripetuto (può accadere in taluni sport) l’istmo si può interromepere

Spondilolistesi

La spondilolistesi, come dicevamo, è lo scivolamento di una vertebra sull’altra. Il perché essa sia spesso correlata alla spondilolisi è presto detto: quando l’istmo è interrotto, alla vertebra viene a mancare un importante elemento di ancoraggio alle altre vertebre, ed è quindi piuttosto comune che la vertebra “sciolta” si sposti rispetto alla colonna.
La spondilolistesi può avere però anche altre cause, ad esempio:

  • può risultare da malattie congenite o acquisite, soprattutto scoliosi degenerativa e discopatia/discartrosi
  • può avvenire a seguito di un trauma o come esito di una scoliosi
  • può verificarsi a seguito di tumori o di altre patologie che interessino lo scheletro

Un ulteriore fattore di rischio particolarmente importante per le donne è poi l’osteoporosi: questa patologia colpisce quasi tutte le donne dopo la menopausa, provocando un assottigliamento ed indebolimento del tessuto osseo con conseguente accresciuto rischio di fratture. Vertebra sana e osteoporoticaAnche l’istmo può dunque fratturarsi con maggiore facilità rispetto a una persona non affetta da osteoporosi.

Sintomi della spondilolistesi

I pazienti che soffrono di spondilolistesi lamentano dolori nella zona lombosacrale (lombalgia), cioè la parte bassa della schiena. A questi si possono aggiungere parestesie, ovvero un’alterazione della sensibilità nell’arto interessato: perdita parziale o totale del senso del tatto, sensazione di formicolio ecc. In molti casi a questi sintomi si associano episodi di sciatica (dovuti alla compressione delle radici), con una limitazione della capacità deambulatoria e in generale un peggioramento sensibile della qualità della vita del paziente. La compressione “centrale” si caratterizza invece per la claudicatio, ovvero l’impossibilità di camminare a lungo senza avere dolore e/o cedimenti alle gambe.

Diagnosticare la spondilolistesi

Il presentarsi e permanere dei sintomi sopra indicati (dolore alla zona lombare, alle gambe, alterazione della sensibilità nelle gambe, sciatica, difficoltà deambulatoria) richiedono attenzione medica. È raccomandabile rivolgersi direttamente ad uno specialista nel trattamento della colonna vertebrale, un chirurgo vertebrale.
Lo specialista provvede a valutare le condizioni del paziente durante la visita ambulatoriale, prescrivendo di norma alcuni esami di accertamento per definire con precisione la diagnosi. Nel caso della spondilolistesi, oltre all’indispensabile valutazione clinica effettuata dal medico, vengono di solito prescritte una risonanza magnetica (RM) o una TAC per accertare le condizioni della colonna vertebrale ed individuare con sicurezza le vertebre interessate, e una indispensabile radiografia in piedi e in flessoestensione (chinati in avanti e indietro).

Trattamento

Il primo approccio per il trattamento della spondilolistesi, laddove i sintomi non siano troppo gravi o avanzati, è di tipo conservativo: si punta cioè a migliorare la qualità della vita del paziente senza ricorso alla chirurgia. A questo scopo vengono normalmente prescritti farmaci antidolorifici e antinfiammatori, oltre a raccomandazioni circa l’attività fisica: riposo ove pertinente ed esercizi fisioterapici mirati a rafforzare i muscoli della schiena e a ridurre i sintomi dolorosi.
Laddove l’approccio conservativo non dia sollievo al paziente o non produca risultati soddisfacenti, si può prendere in considerazione l’approccio chirurgico.

Opzioni chirurgiche

La risoluzione chirurgica della spondilolistesi si articola in due/tre fasi fondamentali:

  • Decompressione: viene asportata la lamina (la porzione posteriore dell’arco vertebrale) per alleviare la pressione dell’osso sui tessuti nervosi
  • Riduzione: attraverso impianti dedicati la vertebra disassata viene ricondotta alla sua collocazione originaria; non sempre è possibile o rilevante questa fase, talvolta è sufficiente la successiva
  • Stabilizzazione: la vertebra instabile viene fissata a quella adiacente mediante apposite viti impiantate posteriormente

La stabilizzazione vertebrale può essere solo posteriore o anche anteriore o cosiddetta intersomatica: il disco intervertebrale tra la vertebra instabile e quella sottostante viene rimosso e sostituito con un impianto rigido, il quale favorisce nel tempo la fusione completa delle due vertebre. In questo modo si ottiene un risultato ancora più stabile con migliori risultati di lungo termine.

Dopo l’intervento

Busto ortopedicoLa spondilolistesi è per i pazienti una condizione particolarmente impressionante, sia per le sue caratteristiche sia per la complessità dell’intervento risolutivo.
In realtà le moderne tecniche chirurgiche permettono di intervenire sulla spondilolistesi riducendo di molto l’aggravio sul fisico del paziente, utilizzando accessi percutanei o mini-invasivi  (attraverso un foro nella pelle o un taglio ridotto) e sfruttando “passaggi” naturali che si possono creare nel corpo semplicemente spostando muscoli e organi (ad esempio il cosiddetto spazio retroperitoneale).
Per questo i pazienti con spondilolistesi che si sottopongono ad un intervento di stabilizzazione vertebrale possono tornare a stare in piedi e a muovere i primi passi, con l’ausilio di un busto ortopedico, già 1-2 giorni dopo l’intervento. La dimissione avviene entro pochi giorni dall’operazione.

Prevenzione della spondilolistesi

Prevenire la spodilolistesi è molto difficile, soprattutto in quei casi in cui c’è una spondilolisi congenita. Le sole raccomandazioni possibili sono quelle che vengono date in generale per mantenere la schiena e la colonna vertebrale in buona salute, ovvero:

  • Praticare attività fisica regolare
  • Evitare gli sport estremi o eccessivamente stressanti per la schiena
  • Mantenere una postura corretta, soprattutto da seduti
  • Se costretti a sedere a lungo, alzarsi spesso e fare esercizi di stretching per la schiena

Soprattutto è importante non trascurare i mal di schiena prolungati: ove i rimedi per le patologie più comuni (dolori muscolo-tendinei) non diano sollievo nel giro di pochi giorni oppure i sintomi vadano peggiorando nel tempo è necessario verificare con uno specialista la causa del dolore.


DOMANDE FREQUENTI


Ho molta paura dell’intervento, quanto è pericoloso?

Le percentuali di successo degli interventi di stabilizzazione vertebrale hanno raggiunto valori elevatissimi. Le complicanze sono minime, perlopiù limitate a casi di infezione che si curano facilmente con appositi farmaci. È tipico di questo tipo di trattamento il dolore post-operatorio, che viene però trattato preventivamente con farmaci antidolorifici somministrati anche in infusione endovenosa continua.

Con l’intervento passerà il dolore e tutti gli altri sintomi?

Come detto, le percentuali di successo dell’intervento sono molto elevate, vale a dire che la grande maggioranza dei pazienti riporta una risoluzione completa dei sintomi.

Dopo l’intervento tornerò ad avere una vita normale?

La qualità della vita dopo la stabilizzazione vertebrale risulta nella grande maggioranza dei pazienti molto migliorata. Con la scomparsa dei sintomi è possibile tornare a camminare, lavorare e fare sport con moderazione. I risultati migliori si ottengono ovviamente osservando con scrupolo le indicazioni del medico circa il necessario riposo post-operatorio e soprattutto seguendo diligentemente il programma fisioterapico prescritto.

Altre domande?

Vuoi sapere altro o hai bisogno di un parere medico? Usa il pulsante qui sotto per richiedere una videochiamata gratuita con uno specialista della colonna vertebrale! Verrai ricontattato nel giro di 24-48 ore.




PROCEDURE COLLEGATE




STABILIZZAZIONE VERTEBRALE


La stabilizzazione comporta l’unione e fusione di due o più vertebre insieme, così da prevenire e annullare i problemi dati dagli scivolamenti vertebrali


SCOPRI DI PIÙ

Clinica Online bianco

ClinicaOnline.it è il primo servizio in Italia a portare il medico in casa tua. Con la nostra piattaforma è possibile consultare online, faccia a faccia, uno specialista qualificato a dare consigli per la tua condizione medica.
Attenzione: la videoconsulenza non sostituisce in alcun modo la visita in studio.

Copyright Interfaccia Biomedicale Srl 2017. Tutti i diritti riservati.