SACROILEITE

Infiammazione dell’articolazione tra osso sacro e ossa del bacino

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DAVIDE CALDO

Chirurgo vertebrale

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EVANGELOS PANAGIOTAKOS

Terapista del dolore

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La sacroileite è l’infiammazione dell’articolazione sacroiliaca, quella cioè tra l’osso sacro, nella parte bassa della schiena, e le ossa del bacino (ossa iliache). Le cause della sacroileite sono diverse e il suo trattamento è perlopiù conservativo, dunque non chirurgico.

Sacroileite

I sintomi della sacroileite

La diagnosi di sacroileite può arrivare in ritardo per il semplice motivo che i suoi sintomi sono molto simili a quelli dati da altre problematiche, prima fra tutte la sciatica. Ad ogni modo, il sintomo principale è il dolore localizzato alla bassa schiena, diffuso in molti casi ai glutei, all’inguine e alla gamba, solitamente nella parte anteriore della coscia. In casi molto rari può verificarsi l’irradiazione del dolore fino al piede.
Al dolore si possono associare altri sintomi, quali:

  • Febbre
  • Rigidità del bacino e bassa schiena, soprattutto alzandosi la mattina e dopo una lunga seduta

Evoluzione del dolore

Ai fini di una corretta diagnosi di sacroileite, è importante notare anche come cambia ed evolve il dolore a seconda delle attività che si fanno. Se il dolore è effettivamente causato da un’infiammazione dell’articolazione sacroiliaca, il paziente noterà un peggioramento in questi casi:

  • Passare molte ore seduti
  • Passare molte ore in piedi
  • Fare scale, correre, saltare, camminare a passi lunghi
  • Rigirarsi nel letto
  • Assumere una postura che grava asimmetricamente sulle gambe

È importante riferire queste circostanze al medico, sia di base sia specialista, in modo da favorire la formulazione di una diagnosi corretta.

Cosa causa la sacroileite?

La sacroileite è una condizione infiammatoria che può essere provocata da diverse cause. Nella maggior parte dei casi si tratta di patologie artritiche, dall’osteoartrite all’artrite reumatoide, passando per artrite enteropatica, psoriasica e reattiva. Tra le possibili cause si contano anche altre patologie ossee, quali la spondilite anchilosante, la gotta e l’osteomielite.Dolore alla bassa schienaVi sono poi i casi di sacroileite dovuti a patologie infiammatorie che non hanno direttamente a che vedere con le ossa. Il morbo di Crohn, ad esempio, interessa l’intestino ma può provocare l’infiammazione della sacroiliaca, così come la colite ulcerosa. Allo stesso modo l’endocardite colpisce il rivestimento interno del cuore ma può provocare sacroileite, così come le infezioni del tratto urinario.

Cause non patologiche

Vi sono casi in cui l’infiammazione dell’articolazione sacroiliaca non sono dovute a malattie e condizioni di varia natura, bensì ad altri fattori che potremmo definire “esterni”.
Su tutti figura ovviamente l’origine traumatica dell’infiammazione: a seguito di un incidente o una caduta che abbia provocato un trauma del bacino o della bassa schiena le articolazioni della zona coinvolta si possono infiammare, inclusa la sacroiliaca.
Gravidanza e sacroileiteUn’altra nota causa di sacroileite è la gravidanza: le articolazioni del bacino, normalmente semirigide, si estendono durante la gravidanza sotto il peso del nascituro, e si aprono ulteriormente al momento del parto per facilitarne l’uscita.
Infine anche l’abuso cronico di alcol e droghe può portare ad infiammazioni articolari, ivi inclusa l’articolazione sacroiliaca.

Diagnosi della sacroileite

I problemi dell’articolazione sacroiliaca (abbreviata in SI) richiedono un’appropriata interpretazione dei sintomi riferiti dal paziente, dei risultati degli esami clinici e degli studi di imaging di un paziente (esami radiografici e simili). Spesso coesistono infatti patologie dell’anca, della colonna lombare e dell’articolazione sacroiliaca. Durante l’esame fisico alla visita specialistica, i pazienti che soffrono di sacroileite mostrano almeno uno dei seguenti sintomi (o tutti):

  • Dolore alla bassa schiena (al di sotto della quinta vertebra lombare)
  • Sensazioni alterate a un arto inferiore: dolore, intorpidimento, formicolio, debolezza
  • Dolore alle pelvi e/o natiche
  • Dolore all’anca e/o inguine
  • Sensazione di instabilità delle gambe (si piegano, cedono)
  • Disturbi del sonno
  • Disturbi della seduta (impossibilità a sedersi per lunghi periodi, seduta su un solo lato)
  • Dolore nel passaggio da seduti alla posizione eretta

L’esame dell’articolazione sacroiliaca

Lo specialista delle patologie della colonna vertebrale ha svariati strumenti diagnostici a disposizione per determinare se il paziente soffra di sacroileite.
Tipicamente al paziente, in piedi, viene chiesto di indicare il punto in cui sente dolore. Il medico procede poi alla palpazione: il paziente risulterà ipersensibile nella zona in corrispondenza del solco dell’articolazione sacroiliaca, e avvertirà dolore sotto la spina iliaca (la “cresta” delle ossa del bacino) nella sua parte posteriore. Il paziente sentirà dolore anche sollevando la gamba estesa e, fatto stare in equilibrio su una sola gamba, all’arto che regge il peso.
Vi sono poi ulteriori manovre, illustrate nella grafica qui sotto, che permettono di sondare la dolorabilità del paziente e stabilire una diagnosi di sacroileite:
Test provocativi sacroileiteSe il paziente lamenta dolore in almeno tre dei cinque test sopra illustrati, la diagnosi di sacroileite è confermata.
Infine il medico può iniettare un anestetico direttamente nell’articolazione: la sparizione del dolore in conseguenza all’iniezione è un forte indicatore di sacroileite.

Curare la sacroileite

Come abbiamo già avuto modo di accennare, nella maggior parte dei casi il trattamento della sacroileite è di tipo conservativo, vale a dire che non necessita di intervento chirurgico. La diagnosi precoce della patologia è particolarmente importante per prevenire la degenerazione e cronicizzazione del problema, e permetterne appunto la risoluzione con metodologie non invasive.

Terapie conservative

Il medico curante può fornire al paziente una serie di consigli pratici per alleviare il dolore. Questi vanno dalla prescrizione di un periodo di riposo e di astensione dalle attività che possono peggiorare i sintomi, come determinati sport o abitudini, all’applicazione di impacchi caldi e freddi all’area infiammata (bassa schiena). Spesso si consiglia anche di adottare una posizione specifica durante il sonno, ovvero girati su un fianco con un cuscino posizionato tra le ginocchia. Questo aiuta infatti a mantenere allineate le anche e alleviare lo stress sull’articolazione sacroiliaca.
pilloleA queste accortezze il medico associa spesso l’assunzione di farmaci antinfiammatori “da banco” non steroidei, accoppiati talvolta a miorilassanti qualora il paziente lamenti dolorosi spasmi muscolari.

Terapie interventistiche

Nei casi di più difficile trattamento, in cui le terapie farmacologiche non riescono a dare sollievo al paziente, una opzione di trattamento è quella dell’infiltrazione ecoguidata.
In ambulatorio, il medico specialista (chirurgo vertebrale o terapista del dolore) inietta farmaci corticosteroidi direttamente all’interno dell’articolazione infiammata. Questo è possibile grazie all’utilizzo della videofluoroscopia, uno strumento utile per ottenere una visuale radiografica durante l’intervento e raggiungere così con precisione la zona da trattare. L’infiltrazione può essere ripetuta fino a 3-4 volte nel corso di un anno.
In accoppiata all’infiltrazione viene solitamente prescritto anche un ciclo di fisioterapia per rafforzare la muscolatura della bassa schiena e ottenere la distensione dell’articolazione infiammata.
Qualora anche l’infiltrazione e la fisioterapia non portino a una risoluzione duratura del dolore, è possibile optare per la denervazione a radiofrequenza dell’articolazione. Con questa procedura una sonda viene introdotta nell’articolazione infiammata e degli impulsi elettrici distruggono progressivamente il tessuto nervoso qui presente, eliminando con essi la sensazione dolorosa.
Un’ultima opzione è infine l’impianto di un elettrostimolatore in loco: questo viene collocato in prossimità dell’osso sacro ed emette impulsi elettrici periodici, che alleviano il dolore nell’area.

Soluzione chirurgica

Nella maggior parte dei casi uno o una combinazione dei metodi conservativi o minimamente invasivi sopra descritti sono sufficienti a risolvere l’infiammazione dell’articolazione sacroiliaca.
Nei rari casi in cui questi non bastino e i sintomi dolorosi non accennino a recedere si può prendere in considerazione la chirurgia. Per trattare la sacroileite la soluzione proposta è l’artrodesi di questa articolazione, vale a dire la fusione dell’osso iliaco e dell’osso sacro in un unico osso. In questo modo l’articolazione perde la già limitata mobilità di cui è dotata, ma vengono anche eliminati i tessuti articolari che sono soggetti ad infiammazione, sostituiti da tessuto osseo.

L’operazione di artrodesi sacroiliaca

L’intervento avviene in sala operatoria, in anestesia totale o epidurale. Il chirurgo pratica tre fori a cavallo dell’articolazione sacroiliaca, perforando quindi sia l’osso iliaco sia il sacro. Attraverso questi fori vengono inseriti fino a tre impianti in titanio, rivestiti da materiale studiato per favorire la crescita di osso. Nell’immagine radiografica si vedono tre impianti posizionati.Artrodesi sacroiliaca RXLa fusione dell’articolazione avviene successivamente nel corso del tempo, con la crescita spontanea di tessuto osseo a unire osso sacro e osso iliaco. La sostituzione dei tessuti articolari con osso elimina le possibilità di infiammazione e con esse i sintomi dolorosi.

Dopo l’intervento

Successivamente all’intervento ci si può aspettare una rapida dimissione dall’ospedale, anche la giornata successiva a quella dell’operazione. Per alcune settimane, però, sarà necessario utilizzare le stampelle per camminare. Oltre a questo, vengono prescritti farmaci antidolorifici per fronteggiare adeguatamente il dolore post-operatorio, e viene indicata anche la fisioterapia per velocizzare il recupero e riabituarsi a camminare senza stampelle.

Si può prevenire la sacroileite?

Poiché l’infiammazione della sacroiliaca può dipendere da diverse cause risulta difficile dare indicazioni per la sua prevenzione. Vale la pena di sottolineare che mantenere la schiena in buona salute nel corso della vita è l’unico modo per contenerne il deterioramento.
I consigli per la salute della schiena si riducono dunque alla raccomandazione di fare moderata attività fisica nel corso della vita, preferibilmente con discipline bilanciate che coinvolgano armonicamente la muscolatura di tutto il corpo (il nuoto e lo yoga sono ottimi esempi). Non bisogna poi trascurare la cura della postura, badando a come si sta seduti (soprattutto se questo è richiesto per lunghe ore), come si sollevano eventuali pesi da terra, come si dorme e su che tipo di materasso e di cuscino.
Infine, un consiglio utile è quello di non trascurare i dolori alla schiena in generale: se è vero che quelli di natura muscolare passano perlopiù da soli nel giro di qualche giorno, quelli più duraturi e ricorrenti possono avere natura osteoarticolare, ed è meglio sottoporli all’attenzione di uno specialista (chirurgo vertebrale o terapista del dolore).


DOMANDE FREQUENTI


Se non mi passa la sacroileite mi devo per forza operare?

Non è detto: l’intervento di artrodesi sacroiliaca viene consigliato solo a quei pazienti che non traggono più alcun significativo giovamento dai trattamenti non invasivi disponibili. Chi abbia episodi ricorrenti, ma sempre risolti con terapie conservative, non deve necessariamente optare per l’operazione.

L’operazione risolve definitivamente il problema?

L’opportunità dell’intervento deve essere valutata caso per caso: se in molti caso esso è infatti risolutivo, in altri può non offrire una risoluzione completa del dolore. Un professionista esperto della procedura e della patologia saprà indicare al paziente i possibili esiti dell’operazione.

La sacroileite viene da entrambi i lati o uno solo?

Solitamente la sacroileite è bilaterale, vale a dire che colpisce simultaneamente entrambe le articolazioni sacroiliache. A seconda della causa scatenante, però, il paziente può distinguere tra dolore simmetrico (uguale dolore da ambo i lati) e asimmetrico (più dolore da un lato rispetto all’altro). Solamente nel caso di infezioni dell’articolazione si può avere sacroileite unilaterale.

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