FRATTURA VERTEBRALE

Perché avviene e come si cura

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DAVIDE CALDO

Chirurgo vertebrale

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Quando si parla di frattura vertebrale la prima cosa che viene in mente sono le fratture traumatiche da incidente stradale. La principale causa di frattura vertebrale, però, non è l’accidentalità bensì l’osteoporosi: questa patologia degenerativa comporta infatti un assottigliamento e indebolimento della struttura ossea interna (cosiddetto “osso spongioso”) che può far collassare una vertebra su se stessa.

Fratture vertebrali negli anziani

Frattura vertebrale: perché succede?

In termini molto generici possiamo affermare che una frattura vertebrale, come qualunque frattura ossea, è conseguenza di un trauma. Nei pazienti con osteoporosi, però, bastano traumi minimi a provocare il collasso di un corpo vertebrale indebolito dalla patologia: ecco allora che può bastare una caduta leggera, un movimento repentino o il sollevamento di un peso a provocare una frattura vertebrale. Nei casi di osteoporosi più avanzata può essere addirittura sufficiente uno starnuto o un colpo di tosse. La frattura può essere in un primo tempo invisibile anche agli accertamenti radiografici (microfrattura), pur creando dolore al paziente: per questo la frattura vertebrale è una causa di lombalgia o dorsalgia a volte ignorata.

Come succede

L’osteoporosi è una patologia degenerativa, caratteristica cioè dell’invecchiamento, che colpisce in maniera preponderante le donne a partire dalla menopausa. Può colpire comunque anche gli uomini, anche se è meno probabile. L’osteoporosi provoca una progressiva perdita di densità del tessuto osseo, che dunque col trascorrere del tempo diventa più sottile, più poroso e più fragile.

osteoporosi
A sinistra una vertebra sana, al centro e a destra affetta da osteoporosi

Tipicamente una frattura vertebrale da osteoporosi avviene nel tratto dorsale o in quello lombare della colonna. La vertebra “cede” più frequentemente nella sua parte anteriore, solitamente a seguito di azioni apparentemente innocue quali raccogliere un sacchetto della spesa da terra, aprire o chiudere una finestra o una caduta leggera. A seguito del trauma una vertebra si “accartoccia” su se stessa lasciando intatti i peduncoli e le articolazioni posteriori.

Conseguenze

Il profilo della colonna vertebrale risulta alterato e, se la frattura non viene diagnosticata e curata, la saldatura dell’osso così com’è comporta un’alterazione permanente della postura del paziente. La singola vertebra passa dalla tipica forma rettangolare nelle proiezioni radiografiche ad una forma a trapezio.

Frattura vertebrale radiografia
Vertebra fratturata: notare la forma trapezoidale e quella rettangolare delle vertebre adiacenti

La conseguenza è l’alterazione delle naturali curve che la colonna vertebrale forma per funzionare correttamente. Al dolore delle terminazioni nervose intorno all’osso (periostio) si somma quindi il dolore muscolare determinato dal malfunzionamento.

Riconoscere una frattura vertebrale

Mentre le altre fratture tipiche dell’osteoporosi, cioè quella del polso e quella del femore, sono molto facili da diagnosticare, non è sempre così per le fratture vertebrali. Negli Stati Uniti, ad esempio, si stima che soltanto un terzo delle fratture vertebrali che occorrono in un anno venga correttamente diagnosticato e curato. Questo si deve in larga parte alla tendenza a sottovalutare i dolori alla schiena nelle persone anziane, da parte tanto dei pazienti stessi quanto dei medici curanti, che tendono ad ascrivere anche un dolore duraturo e acuto agli “acciacchi dell’età”, all’artrosi (degenerazione delle articolazioni tra una vertebra e l’altra) o alle discopatie.

A quali sintomi fare attenzione

I seguenti sintomi sono tipici delle fratture vertebrali e devono essere sottoposti all’attenzione del medico curante o direttamente di uno specialista della colonna:

  • improvvisa comparsa di dolore alla schiena
  • peggioramento del dolore stando in piedi o camminando
  • sollievo dal dolore stando sdraiati sulla schiena
  • mobilità della colonna limitata
  • perdita di altezza
  • deformità e disabilità

In generale, è consigliato fare un consulto da uno specialista per una sospetta frattura vertebrale a tutti i pazienti sopra i 50 anni che sentano comparire improvvisamente un dolore alla schiena.

Diagnosi

La visita presso uno specialista della colonna vertebrale permette di stabilire se i sintomi osservati siano indice di una frattura vertebrale o di un altro problema. In seguito possono venire prescritti degli esami radiologici per osservare le condizioni delle vertebre nel tratto interessato dal dolore. In particolare:

Esame Scopo
TAC Aiuta a capire se la frattura sia stabile o meno, e se i nervi circostanti siano irritati o coinvolti nella frattura
Risonanza magnetica Serve ad escludere altre cause per il dolore del paziente, e a capire se i nervi circostanti la zona interessata siano irritati
Scintigrafia ossea Aiuta a determinare se la frattura sia avvenuta di recente o diverso tempo addietro

Una diagnosi corretta e accurata è fondamentale per stabilire quale sia la terapia da seguire.

Cura della frattura vertebrale

Per la guarigione da una frattura vertebrale, soprattutto se diagnosticata tempestivamente, può bastare in molti casi un periodo di riposo, l’utilizzo del corsetto o busto più adatto per un periodo limitato di tempo, accompagnato dall’assunzione di farmaci antidolorifici e antinfiammatori, impacchi freddi o caldi per trattare il dolore localizzato e un lento e dolce ritorno all’attività.

Frattura vertebrale postura
Evoluzione della postura nelle fratture vertebrali non trattate

Al termine del trattamento acuto è indispensabile verificare lo stato della densità ossea, e in generale il metabolismo del calcio, attraverso la densitometria e alcuni esami del sangue. A seguito del risultato di tali accertamenti potrà essere prescritta una terapia suppletiva di calcio e vitamina D, una terapia anti-riassorbitiva (con difosfonati) o osteo-anabolica (con teriparatide). L’esercizio fisico è sempre consigliato una volta guarita la frattura.
Lo scopo di tutti questi presidi è evitare nuovi episodi: ad una frattura vertebrale possono infatti seguirne altre se non viene effettuata un’adeguata profilassi sotto la guida dello specialista.

Opzioni chirurgiche

In alcuni selezionati casi è consigliato un trattamento interventistico (mini-interventi chirurgici) per favorire il ritorno ad una postura e a funzionalità normali. Le tecniche oggi disponibili per il trattamento chirurgico delle fratture vertebrali sono molto poco invasive e spesso non richiedono più di un giorno di ricovero.

Vertebroplastica

VertebroplasticaLa vertebroplastica è un intervento mini-invasivo praticato attraverso accessi pressoché puntiformi. In poche parole, una cannula (ago robusto) viene introdotta attraverso un semplice forellino in anestesia locale, e spinta fino a raggiungere il corpo della vertebra fratturata. Attraverso l’ago viene iniettato un “cemento“. Si tratta di un prodotto specifico biocompatibile, creato per riempire le porosità che si sono formate con l’osteoporosi nel corpo vertebrale.
Il cemento iniettato richiede solo pochi minuti per solidificare rendendo la procedura veloce anche in caso di molte vertebre da trattare insieme. L’effetto finale è una risoluzione molto veloce del dolore: l’intervento è infatti indicato in quelle fratture che tendano a non guarire spontaneamente dopo lungo tempo o in pazienti che per svariate condizioni non possano o vogliano aspettare il naturale tempo di solidificazione della frattura, che talvolta è di diversi mesi.

Cifoplastica

CifoplasticaLa cifoplastica è anch’essa un intervento chirurgico mini-invasivo molto simile alla vertebroplastica, rispetto alla quale presenta un passo aggiuntivo. Prima dell’iniezione del cemento, infatti,  viene introdotto nel corpo vertebrale un palloncino. Questo viene successivamente gonfiato, premendo dall’interno sulle pareti del corpo vertebrale collassato. La pressione interna spinge le parti fratturate favorendone il ritorno all’aspetto originario. Il palloncino viene a questo punto sgonfiato e rimosso, e viene iniettato il cemento nello spazio così ricavato.
Con la cifoplastica si punta a ripristinare in particolare l’altezza originale del corpo vertebrale, così da ridurre la deformazione della colonna dovuta alla frattura.

Cifoplastica meccanica

Un ulteriore passo avanti nella tecnologia. È stata sviluppata parallelamente alla crescita della consapevolezza nella comunità scientifica internazionale dell’importanza del ripristino delle fisiologiche “curve” della colonna vertebrale. Ci si è resi conto che nei casi più avanzati di collasso vertebrale con severa alterazione della lordosi o della cifosi naturale, riempire la vertebra di cemento non è sufficiente a ottenere una riduzione del dolore, a causa della componente muscolare alterata, mentre i palloncini della cifoplastica hanno una limitata capacità di ripristinare l’altezza originale dei corpi vertebrali.
Anche la cifoplastica meccanica è una procedura minimamente invasiva per la cura delle fratture vertebrali. Come negli altri casi, una cannula viene introdotta all’interno della vertebra collassata sotto controllo radiografico (videofluoroscopico), al cui interno viene fatto scivolare un inserto meccanico. Questo funziona come un martinetto e analogamente al cric dell’auto: si apre gradualmente, risollevando il corpo vertebrale lesionato. Il video qui sotto illustra il procedimento.


L’inserto meccanico viene lasciato all’interno del corpo vertebrale per fornire maggiore stabilizzazione, e il cemento viene iniettato riempiendolo e avvolgendolo completamente. Il risollevamento e consolidamento del corpo vertebrale viene così ottenuto, ripristinando il normale profilo della colonna.
Solo lo specialista ortopedico della colonna vertebrale sarà in grado di calcolare quanti gradi di inclinazione è necessario rendere alla colonna per ripristinarne il normale funzionamento, il benessere e annullare il dolore. A tal fine si usano accertamenti specifici come le tele-RX con proiezioni particolari (che includono le teste femorali in laterale) per calcolare appositi parametri necessari ad un buon risultato finale (pelvic tilt, lordosi ecc.).

Prevenire le fratture vertebrali

Per prevenire la frattura vertebrale è fondamentale prevenire l’osteoporosi. La prevenzione dell’osteoporosi deve iniziare nella giovane età, durante il periodo di crescita e formazione delle ossa, con l’assunzione di alimenti ricchi di calcio e un’attività fisica regolare per ottenere un precoce irrobustimento dello scheletro.
È raccomandabile mantenere uno stile di vita attivo anche nell’età matura e avanzata, ad esempio coltivando uno sport per passione, per mantenere un tono muscolare tale da sostenere efficacemente la colonna. Le donne in particolare sono maggiormente esposte al rischio di osteoporosi.


DOMANDE FREQUENTI


Sono troppo vecchio/a per la vertebroplastica?

La vertebroplastica si può fare anche in età molto avanzata, a patto che le condizioni generali di salute non presentino alcuna controindicazione.

Quanto tempo dovrò stare ricoverato?

Dipende dal tipo di intervento. La vertebroplastica percutanea è una procedura semplice e rapida che spesso non richiede ricovero alcuno. La cifoplastica meccanica e non, più complessa, richiede più tempo e un ricovero breve, solitamente di un giorno soltanto.

Cosa succede se non curo la frattura vertebrale?

Nell’immediato, non curare una sospetta frattura vertebrale significa andare incontro a dolore di lungo termine e ad una deformazione permanente della colonna. In sostanza ci si ingobbisce e si perde altezza.
Se le fratture sono multiple o si susseguono nel tempo, la cifosi pronunciata può comportare anche difficoltà respiratorie, perdita dell’appetito, difficoltà a dormire e a camminare.

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