BRACHIALGIA

Dolori e formicolii delle braccia: da cosa originano

Con il termine “brachialgia” si intende indicare una condizione che genera dolore ed altri sintomi (formicolii, sensibilità alterata) a livello del braccio e avambraccio, imputabile allo schiacciamento o all’irritazione di un nervo spinale originante nel collo.

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Cos’è la brachialgia

La brachialgia, il dolore al braccio destro o sinistro o entrambi, è un sintomo caratteristico di numerosi disturbi e malattie, ad esempio:

  • alterazioni degenerative delle articolazioni intervertebrali cervicali
  • artrosi cervicale
  • ernie del disco cervicali
  • spondilosi cervicale (osteofiti e stenosi del canale)
  • tumori della colonna cervicale (più rari)

Sintomi e condizioni

Colonna cervicaleIn generale alla brachialgia vera e propria, cioè il dolore al braccio, si associano un numero di altri sintomi, a seconda della condizione che li scatena. I più comuni tra questi sintomi accompagnatori sono:

  • dolore a livello della scapola
  • indebolimento e perdita di forza muscolare del braccio
  • percezione di scosse elettriche alla mano e al braccio
  • vertigini, capogiri, acufeni

Vediamo allora quali tra questi si manifestano in base alle più comuni cause di brachialgia.

Sintomi da spondilosi cervicale

La spondilosi cervicale colpisce il 50% degli uomini adulti e addirittura il 90% delle donne adulte, con sintomatologie molto diverse in base al soggetto. Se in molti casi essa è asintomatica (non dà cioè sintomi, passando così inosservata), talvolta si fa notare sotto forma di una rigidità localizzata o diffusa, specialmente al mattino, che tende ad attenuarsi nel corso della giornata. Può essere presente dolore al collo che può irradiarsi alla testa, partendo dalla zona posteriore fino alla zona frontale, limitando notevolmente la qualità della vita, che viene così compromessa.
Questa patologia è dovuta a una degenerazione dei legamenti e dei dischi intervertebrali. Nei casi più gravi può arrivare a compromettere le radici nervose cervicali, e in questo caso si parla di radicolopatia o brachialgia, oppure comprimere il midollo spinale all’interno della colonna cervicale, nel qual caso si parla di mielopatia.

Sintomi da artrosi cervicale

L’artrosi è una malattia delle articolazioni provocata da un deterioramento progressivo della cartilagine che ricopre le estremità delle ossa, associato alla formazione di “calli ossei” nelle zone di compressione con conseguente limitazione funzionale, infiammazione e dolore. L’alterazione delle superfici articolari impedisce i normali movimenti delle articolazioni, provocando i tipici sintomi.

Artrosi vertebrale
A sinistra la colonna sana, a destra con osteofiti

Una forma molto comune e diffusa di artrosi è quella localizzata a livello cervicale. Uno dei primi segnali può essere il rumore di sfregamento chiamato “sabbia nel collo“, un rumore che si avverte ruotando la testa verso posizioni estreme.
In caso di artrosi della colonna cervicale la formazione di osteofiti (tessuto osseo in eccesso) a livello delle vertebre può dare origine ad una compressione dei nervi che originano in questa sede. Il dolore risultante è caratteristico e, nella maggior parte dei casi, inizia dal collo e successivamente può irradiarsi alla spalla o al braccio (cervicobrachialgia), così come i problemi artrosici a livello lombare, possono causare lombosciatalgia.
Al dolore fanno seguito in un secondo tempo disturbi della sensibilità sotto forma di parestesie (alterazione della sensibilità), ipoestesie (riduzione della sensibilità) o, più raramente, anestesia (perdita totale della sensibilità). Perdurando la compressione radicolare si instaurano disturbi del movimento associati ad una riduzione della massa muscolare e a perdita della forza fino alla paresi dei muscoli innervati dal nervo interessato.

Sintomi da spondiloartrosi cervicale

Quando si sviluppano entrambe le condizioni sopra descritte ci troviamo di fronte a un quadro più complesso, appunto definito spondilodiscoartrosi cervicale. In questo caso assistiamo ad un interessamento degenerativo di tutti gli elementi anatomici presenti (vertebra, disco, legamenti, articolazioni).

Sintomi da ernia cervicale

L’ernia del disco cervicale è tra le cause principali di brachialgia nei giovani adulti. Si possono riconoscere ernie cervicali cosiddette “molli” e “dure”.

Ernia molle

Ernia cervicaleÈ la classica ernia per estrusione del disco nel canale vertebrale. Si sviluppa per usura e degenerazione del disco intervertebrale e può essere dovuta a traumi cervicali con colpo di frusta o a trazioni repentine e importanti (come un grosso cane che strattoni al guinzaglio). L’ernia protrusa o espulsa irrita e/o comprime una radice cervicale. In base al segmento cervicale colpito dall’ernia (C6-C7 e C5-C6 sono i più colpiti) si avrà l’interessamento e quindi la brachialgia in un’area cutanea riferita dell’arto superiore.

Ernia dura

Si parla di ernia dura quando ad interferire con le radici nervose non è una protrusione del disco intervertebrale, bensì una formazione ossea (osteofita) sul bordo del corpo vertebrale. Questa evenienza, facendo parte del processo spondilotico (artrosi vertebrale), può coinvolgere più radici a differenza della semplice ernia “molle”.

Diagnosi

La diagnosi di brachialgia deve sempre essere fatta da un medico specialista (Ortopedico, Neurochirurgo, Fisiatra). Lo specialista, sulla base delle sue competenze e della visita medica accurata, riesce quasi sempre a comprendere la causa della brachialgia e richiede gli esami strumentali (RX dorsale, Risonanza Magnetica, TAC dorsale) utili per approfondire la problematica del paziente.
Tra gli esami di secondo livello giocano un ruolo molto importante l’esame Elettromiografico (EMG) o l’Elettroneuronografia (ENG).
ElettromiografiaL’EMG e l’ENG sono metodiche neurofisiologiche che vengono utilizzate per studiare il sistema nervoso periferico. Rappresentano un metodo affidabile in grado di dare informazioni sulla funzionalità dei nervi periferici e dei muscoli scheletrici e quindi di inquadrare le malattie neurologiche riguardanti patologie a carico di nervi periferici, radici nervose, plessi nervosi e muscoli.
L’esame viene effettuato a carico o degli arti superiori o degli arti inferiori; talvolta vengono richiesti tutti e quattro gli arti.
La metodica consiste in una prima parte finalizzata allo studio della conduzione nervosa mediante l’uso di elettrodi registranti di superficie e di un piccolo stimolatore che eroga elettricità. Una seconda parte consiste nell’inserire un sottile ago all’interno di più muscoli per valutarne la corretta funzionalità. L’esame è ben tollerato e può essere effettuato ad ogni età.

Trattamento della brachialgia

In assenza di importanti deficit motori neurologici, radicolari o centrali (mielopatia), la brachialgia viene trattata in modo conservativo per mezzo di terapie fisio-riabilitative e farmaci antinfiammatori, antidolorifici e miorilassanti. Nei casi più severi anche l’utilizzo del cortisone può essere efficace.
Quando la sintomatologia non si risolve o durante la visita medica specialistica viene riscontrato un deficit neurologico importante (deficit di forza, motilità, disturbi sfinterici, ecc.) la via dell’intervento chirurgico deve essere presa in considerazione.

Approccio chirurgico

Gli approcci chirurgici alla colonna cervicale possono essere diversi, ed è proprio per questo motivo che il paziente deve essere valutato attentamente da un chirurgo vertebrale (Neurochirurgo, Ortopedico) per meglio scegliere la strategia chirurgica più appropriata. I più comuni interventi per la risoluzione della brachialgia sono i seguenti:

  • Discectomia cervicale per via anteriore: per il trattamento della maggior parte delle ernie molli
  • Erniectomia cervicale per via posteriore: procedura riservata alle ernie molli preforaminali
  • Decompressione cervicale per via posteriore: praticata nei casi di spondiloartrosi
  • Somatectomia anteriore: preferita nei casi di spondilosi con maggiore interessamento degli elementi anteriori

Essendo l’organo originario della brachialgia (il sistema nervoso) per definizione “nobile”, gli interventi in questa parte del corpo risultano essere molto delicati. Se effettuati da Chirurghi Vertebrali esperti e aggiornati sulle più moderne tecniche chirurgiche minimamente invasive possono condurre a ottimi risultati a beneficio del paziente.


DOMANDE FREQUENTI


Se va male l’intervento diventerò tetraplegico?

No, i rischi connessi ai moderni interventi per la risoluzione della brachialgia (trattamento sostanzialmente di ernie e artrosi vertebrale) sono molto bassi e non includono la recisione del midollo spinale. La più ricorrente delle complicazioni è la semplice infezione, che si tratta e si cura con farmaci appositi. Laddove si verifichi un danno ad una radice nervosa, questo dà normalmente sintomi minimali, come alterazioni della sensibilità nell’arto coinvolto o al massimo un leggero deficit motorio. In molti casi anche questi sintomi tendono a riassorbirsi da soli con il tempo.

Come faccio a capire che il problema non è nel braccio ma nel collo?

In generale, i problemi di natura muscolare non portano con sé sintomi neurologici (formicolii, sensibilità alterata) e tendono ad alleviarsi e passare nel giro di breve tempo. Bisogna dunque insospettirsi nel caso in cui siano presenti, oltre al dolore, sintomi da interessamento dei nervi, quali appunto formicolii, “scosse”, debolezza o difficoltà a muovere il braccio.

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