PET-TAC

Diagnostica per immagini ad alta precisione

La PET-TAC è una procedura diagnostica per immagini, vale a dire un esame il cui prodotto sono immagini del corpo umano con dettaglio, a seconda dell’esame, sul funzionamento di organi e tessuti o su loro anomalie.

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CHI RISPONDE


  • Vincenzo Arena
  • Angelina Cistaro
Vincenzo Arena

Dott. Vincenzo Arena

Dott. Vincenzo Arena

Medico nucleare, Direttore sanitario di Irmet Affidea in Torino

Angelina Cistaro

Dott.ssa Angelina Cistaro

Dott.ssa Angelina Cistaro

Medico nucleare presso Irmet Affidea, Torino. Specializzata in PET-TAC pediatrica.



Che cos’è la PET-TAC

Si chiama PET-TAC (o PET-TC o PET-CT) perché consiste dell’unione di due esami in uno: la PET e la TAC.

TAC

La tomografia assiale computerizzata (abbreviata in TAC) è un esame radiografico tridimensionale. Il corpo del paziente viene attraversato dai raggi X e una apposita fotocamera rileva il dettaglio anatomico dato dall’attenuazione dei raggi al passaggio attraverso il corpo solido, non diversamente da quanto accade con le normali radiografie.
TAC
La differenza rispetto a queste è la tridimensionalità: l’emittente dei raggi e la fotocamera ruotano intorno al paziente con un movimento a spirale, mentre le radiografie tradizionali sono “scatti” solamente frontali.

PET

Nel caso della PET il procedimento è inverso rispetto agli esami radiografici: vengono introdotti nel corpo dei traccianti che, una volta metabolizzati, emettono un segnale captato da un’apposita fotocamera. Sono disponibili diversi tipi di traccianti dai comportamenti diversi: alcuni servono a controllare il corretto funzionamento dei tessuti (ad esempio il metabolismo degli amminoacidi e delle proteine), altri ad individuare alterazioni cellulari (è il caso dei tumori).

PET-TAC

Combinando questi due esami in un’unica procedura si ottengono immagini radiograficamente accurate, a risoluzione più elevata rispetto a quella di una PET semplice, con un maggiore e migliore livello di dettaglio sul funzionamento e la conformazione degli organi e tessuti.

PET-TAC total body
PET-TAC: da notare le immagini distinte della TAC e della PET e il risultato della fusione

Questo livello di definizione è di fondamentale importanza per la diagnosi precoce di un ampio catalogo di malattie e per controllare i risultati ottenuti da una terapia in corso.

A cosa serve l’esame

La PET-TAC ha numerose applicazioni diagnostiche. Tra i più comuni utilizzi di questo esame ad alta precisione ricordiamo:

  • Individuazione dei tumori
  • Individuazione di metastasi tumorali
  • Verificare il buon funzionamento di una terapia (ad esempio la chemioterapia nel caso dei tumori)
  • Individuazione di eventuali recidive tumorali
  • Valutare anomalie cerebrali (tumori, siti epilettogeni, problemi di memoria) e altri disordini del sistema nervoso centrale

Viene spesso consigliato proprio per la sua accuratezza e precisione superiori a qualsiasi altro esame di imaging, alla PET semplice, alla risonanza magnetica, alle radiografie.

Prepararsi alla PET-TAC

I pazienti diabetici e le donne in attesa o in allattamento devono sempre informare il medico nucleare circa la loro condizione: per queste categorie di pazienti sono infatti necessarie puntualizzazioni e precauzioni aggiuntive. Tutti i pazienti devono inoltre fornire informazioni complete ed esaustive circa le loro condizioni di salute attuali e passate, su eventuali farmaci che stanno assumendo, su allergie in particolare ai mezzi di contrasto, allo iodio e ai frutti di mare.
Viene inoltre effettuato un esame preliminare della glicemia per rilevare eventuali controindicazioni alla procedura.

Indicazioni generali per la preparazione all’esame

  • Non mangiare nulla nelle ore precedenti l’esame
  • Bere solamente acqua nelle ore prima dell’esame, meglio se in abbondanza

L’assunzione di bevande zuccherate o di cibo, alterando la distribuzione del tracciante nel corpo, possono compromettere l’obiettività dell’esame, che rischia dunque di dover essere ripetuto. I pazienti diabetici, allo scopo di tenere i livelli di insulina sotto controllo anche in preparazione alla PET-TAC, riceveranno istruzioni su come comportarsi.
Il paziente è invitato a presentarsi all’appuntamento puntuale e in abiti comodi, e in alcuni casi gli verrà fatto indossare un camice per la durata della procedura.
Durante l’esame non è consentito tenere addosso gioielli e altri oggetti metallici: verrà richiesto di rimuovere anche gli ausili all’udito, gli occhiali, i fermagli per capelli e gli impianti dentari rimovibili.
Le donne in allattamento dovranno astenersi dall’allattare per un breve periodo dopo l’esame, per permettere all’organismo di smaltire il tracciante. Potrà venire consigliato loro di preparare anticipatamente bottigliette di latte materno per coprire il periodo di astensione.
In caso di gravidanza il medico nucleare potrebbe sconsigliare del tutto l’esame e dirigere la paziente verso altre forme di accertamento.

Come si svolge e quanto dura

Il tracciante per la PET-TAC viene introdotto nel corpo del paziente prima dell’esame. Il radiofarmaco viene iniettato per endovena: il dosaggio e il tipo di tracciante utilizzato variano sia in base al tipo di accertamento che si vuole fare, sia in base alle caratteristiche specifiche del paziente (massa corporea).
È necessaria circa un’ora di attesa prima che il tracciante si distribuisca uniformemente nel corpo o nei tessuti specifici da indagare: durante questo periodo al paziente viene richiesto di stare fermo e tranquillo.PET-TAC macchinaTrascorso il tempo di attesa, il paziente viene trasferito sul macchinario. Qui verrà fatto sdraiare sul lettino.
Il paziente dovrà rimanere quanto più possibile immobile, mentre il lettino si muoverà durante l’acquisizione delle immagini.
Solitamente viene effettuata per prima la TAC, che richiede alcuni secondi. Successivamente si effettua la PET, che può richiedere dai 10 fino a 20-30 minuti. Durante l’esame il paziente non sente alcun dolore, il solo disagio è quello dato dal dover rimanere immobile.
Al termine dell’esame il medico nucleare verificherà la buona riuscita delle immagini e deciderà, se opportuno, di effettuare una seconda scansione. Questo non significa che sia stato rilevato qualcosa di anomalo e non deve destare agitazione nel paziente.

Dopo l’esame

Acquisite tutte le immagini, il paziente viene fatto uscire dalla stanza del macchinario, rimossi eventuali cateteri endovenosi e fatto rivestire. L’uscita dalla struttura avviene normalmente da una porta dedicata e si possono immediatamente riprendere tutte le attività quotidiane. Per alcune ore dopo l’esame viene comunque raccomandato di evitare il contatto ravvicinato con donne in gravidanza e bambini.
Al paziente viene raccomandato, per il giorno dell’esame, di bere molta acqua per facilitare lo smaltimento dei traccianti utilizzati.
I referti vengono consegnati in 48 ore, normalmente presso l’accettazione della struttura dove si è effettuata la PET-TAC.


DOMANDE FREQUENTI


La PET-TAC è pericolosa per la salute?

I radiofarmaci utilizzati per la PET-TAC hanno una radioattività modesta e perfettamente tollerata dall’organismo: la PET è in uso da oltre 50 anni e non si registrano casi di conseguenze negative permanenti sui pazienti che vi si sono sottoposti.
La radioattività dei farmaci decade nel giro di poche ore e bastano pochi giorni all’organismo per smaltirne ogni traccia.

L’esame è doloroso?

No, durante l’esame non si avverte alcun dolore. L’unico momento potenzialmente fastidioso è quello dell’iniezione del tracciante. Nei casi in cui sia necessario l’uso di un catetere urinario si può aggiungere questo piccolo fastidio. Può risultare scomodo, durante scansioni particolarmente lunghe, dover stare fermi per un periodo prolungato.

Sono claustrofobico, come faccio a fare l’esame?

Il macchinario per la PET-TAC non è particolarmente “incombente” o stretto. Per i casi di fobia particolarmente forte è opportuno discutere il problema con il medico nucleare, che valuterà l’opportunità di somministrare un tranquillante.
Durante l’esame è comunque sempre possibile comunicare con l’operatore per mezzo di altoparlanti e microfono.

Diventerò fosforescente?

Assolutamente no, la radioattività dei traccianti non è visibile.

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