Un ginocchio su sette resta dolente anche dopo l'intervento

Evangelos Panagiotakos

Cos’è la protesi al ginocchio?

Nell’intervento di protesizzazione del ginocchio si procede alla sostituzione di tutta o parte dell’articolazione naturale danneggiata con una artificiale. Le moderne protesi di ginocchio sono costruite con materiali estremamente resistenti e biocompatibili. Le reazioni di “rigetto” da parte dell’organismo sono oramai eccezionali. Resta invece attuale il problema della durata della protesi, soprattutto in considerazione del prolungamento dell’aspettativa di vita.

Quando si fa la protesi al ginocchio

L’indicazione più comune alla protesi di ginocchio è il dolore severo causato dall’artrosi. Particolare importanza viene data al dolore notturno, che col passare del tempo può diventare invalidante. Quando la qualità di vita del paziente è particolarmente compromessa l’intervento dovrebbe essere preso in considerazione.Protesi totale di ginocchioLa radiografia del ginocchio è un esame importante per valutare la gravità dell’artrosi. Secondo la letteratura medica i pazienti che non hanno ancora una grave riduzione dello spazio articolare hanno meno probabilità di essere soddisfatti da un intervento di protesi. Tutte le alternative non chirurgiche di trattamento dovrebbero essere esaurite prima di procedere con la chirurgia.
Bisogna inoltre tener conto della durata limitata della protesi, calcolata oggi sui 15-20 anni. Questo significa che con ogni probabilità dopo questo lasso di tempo sarà necessario un nuovo intervento per la sostituzione della protesi. Oltre al passare del tempo anche l’attività fisica condiziona il “consumo” della protesi.
Generalmente l’intervento è più indicato in pazienti anziani che pratichino solo una modesta attività fisica. Ovviamente la giovane età non costituisce una controindicazione assoluta. Sovente si procede con l’operazione in pazienti non anziani con limitata funzionalità dovuta ad artrite generalizzata (per esempio in caso di artrite reumatoide).

Esistono alternative alla protesi di ginocchio?

Non sempre è indispensabile sostituire l’articolazione! Anche quando il consumo della cartilagine è avanzato il dolore può essere di solito controllato con altri mezzi, senza procedere con l’intervento chirurgico.
Bisogna inoltre considerare il fatto che la protesi non sempre risolve il dolore! Un ginocchio su sette resta dolente anche dopo l’intervento. La protesi dolorosa di ginocchio raramente si può correggere con un nuovo intervento.
Con l’utilizzo della radiofrequenza si può oggi eseguire una piccola procedura che toglie il dolore del ginocchio senza alterare la forza o la sensibilità. Questa procedura viene chiamata denervazione o neurolisi del ginocchio.

Quando è indicata la radiofrequenza del ginocchio

I candidati alla radiofrequenza sono:

  • Pazienti con dolore che non trovano sollievo da fisioterapia, antidolorifici, iniezioni articolari di cortisonici e di acido ialuronico
  • Troppo giovani o troppo vecchi per la protesi di ginocchio
  • Pazienti ad alto rischio chirurgico per problemi di salute (cardiopatie, obesità, diabete, pregresse trombosi o ictus aumentano significativamente il tasso di complicanze durante o dopo l’intervento)
  • Pazienti che non desiderano effettuare l’intervento di protesi
  • Pazienti che hanno già effettuato l’intervento di protesi al ginocchio ma con dolore persistente (protesi dolorosa)

Controindicazioni alla radiofrequenza

Generalmente si tratta di una procedura sicura e ben tollerata.
L’applicazione della radiofrequenza prevede l’introduzione di un ago nell’articolazione alla profondità di qualche centimetro. Tutti i pazienti possono sopportare in sicurezza la puntura di un ago, anche chi è affetto da gravi malattie o assume farmaci anticoagulanti. In ogni caso, come prima di ogni intervento, viene eseguita un’attenta valutazione anestesiologica e vengono spiegati al paziente eventuali rischi aggiuntivi.
L’unica vera controindicazione assoluta alla procedura è l’infezione del ginocchio o della cute sovrastante.

Come funziona la radiofrequenza per il trattamento del dolore al ginocchio

La “radiofrequenza” consiste nella generazione di onde radio (microonde) intorno alla punta di un ago sottile. Questo ago è collegato con il “generatore” di radiofrequenze. Le microonde possono provocare il riscaldamento di una piccolissima area (qualche millimetro) intorno alla punta dell’ago.Radiofrequenza di ginocchioNel caso del ginocchio utilizziamo questo calore per alterare i piccoli nervi chiamati nervi genicolati che portano l’informazione dolorosa dall’articolazione al cervello.

Come si fa la neurolisi di ginocchio

La procedura si effettua in tre passaggi e dura circa 45 minuti (10 minuti per ogni nervo).
Con l’aiuto dell’ecografo si individuano i quattro nervi genicolati e si inserisce nella loro vicinanza l’ago per la radiofrequenza.
Una stimolazione elettrica produce una leggera sensazione di peso o formicolio e questa offre un’ulteriore conferma della corretta posizione dell’ago.
Si procede allora all’iniezione di anestetico locale e al riscaldamento del nervo a 80°C per qualche secondo. Questa tecnica è la stessa sia per il ginocchio naturale che in caso di protesi dolorosa.
Spesso nel ginocchio non ancora operato si procede anche alla neuromodulazione intrarticolare: si tratta di una procedura di qualche minuto che non prevede distruzione di tessuti. Lo stesso ago per radiofrequenza si posiziona all’interno dell’articolazione e si produce un campo elettromagnetico con l’effetto di ridurre l’infiammazione dell’articolazione.

Dopo la radiofrequenza del ginocchio

La procedura si esegue ambulatorialmente, non è necessario il ricovero!
Dopo il completamento della procedura ci si accerta delle buone condizioni del paziente e la dimissione avviene in genere dopo un’ora.
Il dolore spesso passa immediatamente, altre volte è necessario attendere una o due settimane.
Di norma non è necessario assumere antidolorifici dopo la neurolisi e non esistono limitazioni postoperatorie, il paziente ritorna subito alle normali attività quotidiane.

È certo che passerà il dolore con la radiofrequenza?

In medicina così come in ogni opera professionale non possono esistere garanzie di risultato. Garantire il buon esito di una procedura o intervento è addirittura illegale!
Il successo di ogni procedura così come della radiofrequenza dipende da un’attenta visita, dalla corretta diagnosi e dalla giusta indicazione al trattamento. Per essere ragionevolmente sicuri dell’indicazione, prima di procedere con la neurolisi eseguiamo una semplice prova: il blocco anestetico dei nervi genicolati. Con l’aiuto dell’ecografo introduciamo un ago in prossimità dei nervi genicolati visualizzati (esattamente come faremmo per la radiofrequenza) e iniettiamo una minima quantità di anestetico locale. In seguito invitiamo il paziente ad alzarsi e a fare tutti i movimenti che gli causano dolore. Se il dolore si è ridotto possiamo ragionevolmente aspettarci un beneficio anche dalla neurolisi del ginocchio.

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